Ecco perché scrivere una Poesia è come guardare in un Buco Nero: ovvero l’Inconscio è una Singolarità.

Nel mio approccio un obiettivo importante è quello di entrare in relazione con la propria “Singolarità”, intesa come dimensione infinita. Ecco cosa significa:

Una delle cose più importanti nella mente dell’essere umano è il concetto di identità. L’identità è la struttura attorno alla quale è possibile ancorare gli elementi categoriali caratteristici e propri, ad esempio sentirsi maschi o femmine, estroversi, introversi, curiosi e un grandissimo numero di altre caratteristiche non elencabili.

Avendo un’idea di se stessi, un’identità, la persona può sentirsi unica, particolare, non ripetibile.

Scoprire di avere un sosia, e scoprire di non essere unici, è una antica paura, una cosa molto inquietante che viene raccontata e approfondita sia nei film moderni che nella letteratura classica (vedi “Anfitrione” di Plauto dal cui personaggio “Sosia” nasce la parola comune “sosia”).

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Carlo Maria Mariani

La psicologia tuttavia ci dice qualcos’altro: anche se identità significa essere diversi e distinguibili dagli altri, per l’essere umano è necessario sentirsi parte di una categoria, sentirsi uguale a un gruppo più o meno ampio di persone. E’ in questo modo che la persona costruisce il suo senso di unicità.

Quindi è necessario essere uguali a qualcun altro per essere unici.

Questo è un controsenso logico, ma non è così per la nostra mente, perché la nostra mente funziona attraverso controsensi logici. La nostra mente ha una “Singolarità” in cui la logica che conosciamo perde senso, e quelli che sembrano essere controsensi diventano la base intorno a cui la mente stessa si organizza.


Che cos’è una Singolarità?

La singolarità in matematica viene rappresentata da questo grafico. E’ un punto attorno al quale la funzione tende a infinito. Un punto a cui ci si può avvicinare, ma non si può raggiungere mai perchè non è “finito” e definibile. 

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Nell’universo i punti di singolarità sono i buchi neri. Il buco nero è un punto in cui la curvatura dello spazio-tempo tende a infinito, a causa della gravità, che la fa collassare in un punto unico. 

Eccone un’immagine:

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La matematica, come si intuisce dalle immagini, descrive con il suo linguaggio come è fatto il buco nero ma per farlo deve usare il concetto di infinito.

L’infinito è qualcosa che non è misurabile, una entità a cui ci si può avvicinare ma che non si può determinare precisamente.

In un buco nero la curvatura dello spazio-tempo tende a infinito. In questo caso sono le dimensioni dell’universo che conosciamo, lo spazio e il tempo, a non essere più definibili e misurabili.

Non conosciamo e non possiamo conoscere che tipo di leggi regolano le relazioni tra gli oggetti nella singolarità, sappiamo solo che le leggi della relatività definite da Einstein non sono più valide. 

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Nel film Interstellar di Christopher Nolan la Singolarità viene descritta con precisione. (Curiosità: Il consulente scientifico Kip Thorne vince nel 2017 il Premio Nobel per la fisica per il suo contributo allo studio delle onde gravitazionali).

L’Inconscio è una Singolarità

Anche la nostra mente ha una singolarità che si esprime proprio come un buco nero, in un infinito in cui le dimensioni di spazio e tempo che conosciamo si annullano. In questa singolarità, che è l’inconscio, le relazioni logiche si annullano, e subentra un’altra logica, quella propria dell’inconscio, che funziona secondo leggi diverse. 

L’inconscio è un modo di funzionare della nostra mente, che esiste al fianco della mente cosciente e della sua logica razionale e scientifica. Nell’inconscio il tempo e lo spazio, come nel buco nero, cessano di esistere perché al suo interno tutte le relazioni diventano simmetriche (per una spiegazione della logica simmetrica vedi qui). 

L’inconscio è quel modo di essere della mente umana che fa si che le relazioni siano confuse, sovrapposte e interscambiabili.

Siamo tutti consapevoli di questo strano modo di funzionare della nostra mente, perchè tutti sogniamo. Nel sogno il tempo e lo spazio sono indefiniti, e le identità confuse. 

Sogno Pazienza Psicologia
Andrea Pazienza

MA!

Mentre in un buco nero è impossibile guardare, perchè tutto ciò che entra al suo interno (se supera l’orizzonte degli eventi) non può più uscirne, per l’inconscio le cose sono diverse.

La mente umana è organizzata intorno alla sua Singolarità.

Noi possiamo provare a comprendere la logica inconscia e a guardare al suo interno, perché i nostri comportamenti, le nostre motivazioni e le nostre emozioni sono basate su questa.

La nostra singolarità, l’inconscio, entra continuamente in relazione con l’osservatore esterno che è la nostra coscienza.

I pensieri, i comportamenti umani e tutto ciò che è osservabile nelle persone è il risultato dell’interazione costante della coscienza con l’inconscio, quindi del finito con l’infinito, che insieme con le sue due logiche differenti (quella scientifica e quella simmetrica) ci portano in una direzione piuttosto che in un’altra.

C’è un aforisma che sostiene che l’artista è quella persona che riesce a racchiudere l’infinito nel finito, ma in realtà è quello che facciamo ogni volta che parliamo di qualcosa che è fortemente caratterizzato dalla nostra dimensione inconscia.

Ogni volta che cerchiamo di parlare della dimensione inconscia, ad esempio quando parliamo di emozioni (fenomeni fortemente caratterizzati dalla logica simmetrica) stiamo riducendo la singolarità, stiamo cercando di tradurre in un linguaggio finito e cosciente qualcosa di infinito.

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Van Gogh

Ed è proprio per questo che sembra difficile parlare, con le parole, delle proprie emozioni. Abbiamo la sensazione che mentre si descrivono, sfugge sempre qualcosa alla descrizione.


Approccio creativo in psicologia e infinito

Nel mio approccio, come dicevo sopra, un obiettivo importante è quello di entrare in relazione con la propria “Singolarità”, intesa come dimensione infinita. Comprendere quindi su cosa si regge il disagio che si sta vivendo e qual è la logica incomprensibile che porta la persona in una dimensione di difficoltà profonda.

Provare a tradurre nel finito qualcosa di infinito, che in realtà è quello che facciamo ogni giorno, in ogni momento, anche se spesso lo facciamo senza capire niente o pensando di capire la logica della singolarità con il pensiero razionale. Questo non è possibile, o meglio può capitare di arrivare ad un punto in cui ci si rende conto di non comprendere quello che sta succedendo.

La scrittura è uno degli strumenti più importanti con cui si può andare verso un cambiamento. Leggere una poesia, ascoltare una canzone, o scrivere qualcosa fa in modo che la singolarità infinita della nostra mente possa tradursi nel linguaggio poetico che è un linguaggio molto vicino a quello dell’inconscio.

La poesia è simbolica, racchiude significati molteplici che possono superare i limiti di tempo e spazio, e rappresenta un contenitore di significati inconsci molto efficace. Provare per credere!

 

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3 risposte a "Ecco perché scrivere una Poesia è come guardare in un Buco Nero: ovvero l’Inconscio è una Singolarità."

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