Psicoanalisi del testo. About Today. The National e la notte insonne.

About today è una canzone che gira intorno al racconto di un momento denso e critico, in cui all’interno di un rapporto chi canta sente il rischio di stare vicino alla fine della relazione.
La canzone come spesso accade rivela ad un primo ascolto un significato molto semplice, si racconta proprio della fine di una relazione d’amore tra il cantante e la persona amata, ma come in ogni canzone, se ci prendiamo la briga di andare oltre una prima lettura è facile intravedere altri significati.

Partiamo dal testo:Today

Today
You were far away
And I
Didn’t asked why

Il momento intorno a cui gira intorno la canzone appartiene al passato. Nel primo verso la parola Today fa due cose: porta l’attenzione al momento del passato, “oggi”, e dall’altra parte definisce un presente in cui la parola today viene pronunciata, il presente del dialogo.

“Oggi eri lontata”. Con queste parole il cantante parla di una sua sensazione, che è sicuro essere vicina alla realtà, che riguarda l’idea che la persona a cui si rivolge in quel preciso momento di “oggi” era distante, dal loro rapporto probabilmente.Per parlare di quell’emozione che ha provato il cantante usa un’espressione spaziale, eri lontana, ma la colloca nel passato. In questo modo si continua a definire oltre che il passato, il presente, perché se oggi eri lontana (you were far away) significa che ora non lo sei più.

La meravigliosa forma poetica che usano i The National, una forma che vede un dialogo almeno inizialmente ad una sola voce, è capace di aiutarci a costruire nelle nostre menti un’ambientazione, senza il bisogno di raccontare nulla attraverso una voce narrante che descrive lo spazio, la disposizione dei protagonisti, cosa fanno. Tutto appare improvvisamente nella mente grazie a poche parole. Possiamo quasi vedere i due vicini e il cantante che inizia a parlare di quello che ha dentro, del suo vissuto di lontananza.

And I
didn’t asked why

“Io non ti ho chiesto il perchè”. Sembra che in questi versi ci sia tutto il disagio di una persona che pensa e ripensa ad un evento del passato, rimugina su quello che è successo, e trova negli eventi andati in un certo modo, il modo peggiore, una sua responsabilità.

What could I say
I was far away

Potevo dire qualcosa, ma non l’ho fatto. Cosa posso dire? (Adesso come in quel momento). Ero anche io lontano.Davanti al ragionamento che porta nella direzione di una propria responsabilità di un evento profondamente indesiderato possiamo fare due cose: soffrire, abbandonarci all’inquietudine di una consapevolezza di aver fatto la cosa sbagliata oppure trovare spiegazioni a quello che abbiamo fatto. La prima cosa è estremamente dura da sopportare. Capire di aver fatto la cosa sbagliata e aver creato un danno profondo sembra aprire interrogativi come “perché l’ho fatto?”, “Cosa avevo in mente?”, e se non si riesce a rispondere il dolore può diventare insostenibile. La seconda cosa, riuscire a rispondere a questi interrogativi consiste nel dare significato agli eventi del nostro mondo, ed è una cosa che facciamo continuamente.

Questo è il modo in cui riusciamo a rendere gli eventi dolorosi della nostra vita accettabili, vivibili. La sostenibilità del dolore dipende quasi esclusivamente dal significato che il dolore prende: il dolore è sostenibile e vivibile solo se ha un significato. In questa canzone ci troviamo davanti a questo sottile processo psicologico, sottile perché contenuto in due versi, ma rilevante perché è alla base del modo in cui ci rapportiamo col mondo.

And I
didn’t asked why
What could I say
I was far away

Potevo dire qualcosa, chiederti il perché, ma non l’ho fatto. Qui c’è il dolore profondo, che però non ha tempo di esprimersi perché viene subito spiegato a se stesso, gli viene subito dato un significato: Cosa avrei mai potuto dire? Ero anche io lontano. Un’auto assoluzione che da’ senso all’accaduto.

You just walked away
And I just watched you

Se da una parte questi due versi servono a rimarcare ancora una volta l’assenza di azione (errore) del cantante (Ti ho solo guardata), dall’altra parte permettono di continuare quel processo di significazione del dolore e dell’errore, in cui il cantante si confronta col suo dolore provocato dal suo errore. La parola “Just” ha un ruolo importante. Significa “solo”, “e basta” ed è presente nel verso in cui il cantante si riferisce a se stesso (I just watched you) e nel verso in cui si riferisce all’interlocutrice (You just walked away). Permette di mettere i due su uno stesso livello di responsabilità, in cui entrambi hanno “solo” (just) fatto qualcosa.

What could I say
How close am I
To losing you

Ritorna il verso in cui il cantante si chiede cosa poteva dire in quel momento appartenente al passato, ma lo fa riferendosi al presente perché ora ha capito cosa dire. Quello che dice è la frase intorno a cui gira la canzone: quanto sono vicino a perderti? Il cantante fino a questo momento ha parlato del momento accaduto “oggi” appartenente al passato. Quando torna nel presente si chiede quanto sono vicino a perderti.

La parola vicino (Close) si contrappone alla parola lontano (far), dei versi precedenti. La canzone così continua a fornire elementi che riguardano il luogo in cui la canzone viene cantata, che oltre ad essere un luogo fisico è un luogo emotivo fatto di vicinanza e lontananza. La parola “close” ci può far ipotizzare che i due sono vicini, e intanto questa vicinanza diventa quasi la stessa cosa della lontananza, perché riguarda l’essere vicini a perdersi reciprocamente.

Tonight
You just close your eyes
And I just watch you
Slip away

Dal passato di “oggi”, siamo arrivati al presenti di stasera (Tonight). La parola just rimane anche in questi versi come per mantenere una somiglianza di atteggiamenti in cui è possibile percepire l’esistenza dello stare insieme. Quel drammatico momento vissuto nel passato di quella giornata si ripropone in un nuovo contesto, ma con una dinamica simile in cui la persona chiude gli occhi (You just close your eyes), e ancora una volta il cantante dice di aver solo guardato l’altra persona andare via questa volta scivolando via (probabilmente nel sonno).

How close am I
To losing you
Hey, are you awake
Yeah I’m right here
Well can I ask you
About today
How close am I
To losing you
How close am I
To losing

Qui ci rendiamo conto che il discorso che Matt Berninger stava facendo fino a quel momento era un discorso interiore e non la registrazione precisa del momento in cui stava parlando alla persona che ama. Appare infatti la frase “Hey, sei sveglia?” che può farci ipotizzare che il discorso fatto fino a quel momento era solo una preparazione, un dialogo interiore che quando rimane tale è costituito da scenari molteplici, ma solo quando accade nella realtà esterna la molteplicità collassa nell’unicità dell’evento.
E l’unicità dell’evento viene descritta nei versi successivi in cui sentiamo per la prima volta le parole di un’interlocutrice che credevamo silenziosa fino a quel momento, ma che scopriamo invece stesse solo dormendo.

Quando il cantante sveglia la persona che ama la scena poetica si apre ad ulteriori significati. Il risveglio della persona che dorme ricorda il risveglio della madre causato un figlio che non riesce a dormire e il cui mondo interno si confonde nel buio della notte con pensieri e paure.
La donna che si sveglia sembra avere chiaro, ascoltando quella domanda, lo stato d’animo della persona che ha a fianco. La sua risposta sembra infatti una rassicurazione: “Si, sono proprio qui”. Sembra essere anche la risposta agli interrogativi sulla lontananza e sulla perdita.

Well can I ask you
About today
How close am I
To losing you
How close am I
To losing

Il cantante infatti risponde con un “Bene” (Well), e li sembra che ci sia stata una rassicurazione, che però non è sufficiente a non far porre la domanda che è presente nel pensiero di Berninger. L’ultima ripetizione della domanda “Quanto sono vicino a perderti” che poi è anche la prima ripetizione fatta ad alta voce, diretta al mondo esterno, prende in questo momento un significato diverso rispetto a quello che ha avuto fino a quel momento. E’ il primo tentativo di ricostruire un collegamento tra tutta la confusione interiore fatta di paura, perdita abbandono e ciò che è reale. Infatti nel momento in cui la domanda viene rivolta all’esterno, il cantante la ripete due volte, per poi rendersi conto alla fine che ciò che pensava fosse reale, la vicina perdita della persona amata, non era nient’altro che un suo vissuto interiore. E allora la domanda si trasforma da “Quanto sono vicino a perderti” a “Quanto sono vicino a perdere…” in cui la partner non viene investita dal suo vissuto interiore di perdita.

Il vissuto di perdita così si dimostra per quello che è, un sentimento che può agganciarsi alla persona che abbiamo al nostro fianco, ma che ha a che fare con noi stessi. Può essere una caratteristica del modo in cui entriamo in relazioni con gli altri.

La canzone dei the National sembra fotografare il processo in cui dalla sostituzione tra mondo esterno e mondo interno si passa ad una comprensione del proprio vissuto, o quantomeno del fatto che quella sensazione che sembra così reale e oggettiva è un vissuto e ha a che fare più con il mondo emozionale che con la realtà dei fatti.

Morgan Colaianni
Psicologia clinica. Orientamento creativo.

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