Psicoanalisi del testo: Il Conforto. Tiziano Ferro, Carmen Consoli e il coraggio di non mettersi da parte

Confortare (con-fortare) significa rendere forti, ma anche essere forti insieme.

Il conforto sembra essere una parola profondamente legata al pensiero della propria casa, il luogo in cui poter essere al sicuro. E’ li che è possibile trovare un vissuto di conforto, ma la casa anche questa è un vissuto.

La casa/sentirsi a casa è quello che si può provare anche lontano dal luogo fisico, in un luogo emozionale della mente, grazie alle relazioni con alcune persone.

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Il conforto è una canzone che parla di tutto questo, e che racchiude diversi livelli di lettura.

E’ una canzone che esplora l’amore con un realismo forte. Attraverso parole che ad un primo ascolto comunicano tutto il calore e la bellezza del conforto, e rivelano poco dopo il corollario di emozioni contrastanti e complesse che la relazione che conforta porta con se.

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Partendo dalle ultime due parole della canzone possiamo iniziare a intuire un livello di lettura del testo. Le parole sono “Troppo amore”.


Il testo

Se questa città non dorme
allora siamo in due

Le prime parole raccontano un’inquietudine che si mostra con un’insonnia.

L’inquietudine è subito condivisa “in due”, ed entra con forza l’idea che essere in una relazione d’amore significa condividerne il peso. Di notte quando si sta in due, e uno dei due non dorme il disagio viene condiviso, in un luogo da cui diventa difficile scappare. 

L’immagine che Tiziano Ferro descrive racconta molto bene questo aspetto della relazione d’amore:

Per non farti scappare 
Chiusi la porta e consegnai la chiave a te

Il rischio che l’altra persona scappi via , viene combattuto attraverso la costrizione di una porta chiusa a chiave, che si rivela come una costrizione emotiva perché le chiavi ce le ha in mano la stessa persona che potrebbe scappare.

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adesso sono certa
della differenza tra
prossimità e vicinanza

Di notte in quella stanza chiusa a chiave diventa più chiara la differenza tra i due, e la prossimità fisica viene cantata come qualcosa di estremamente diverso dalla vicinanza emotiva.

Chi canta parla della certezza della differenza tra i due, e della differenza tra il luogo fisico, la stanza, e il luogo emotivo, la casa.

I due protagonisti, a questo punto, sono lontani da quel vissuto di cui parlavo sopra, la casa.

Il modo in cui ti muovi
in una tenda in questo mio deserto

I versi successivi raccontano infatti quanto il disagio che viene condiviso, in modo forzato con il movimento, trasforma quella stanza chiusa a chiave in una tenda nel deserto.

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La poesia di questa canzone ci fa intuire quanto i luoghi e le emozioni sono profondamente legati, tanto che è possibile parlare di emozioni attraverso i luoghi e parlare di luoghi attraverso le emozioni.


Piove da Luglio

Sarà che piove da Luglio
Il mondo che esplode in pianto
Sarà che non esci da mesi
hai finito i sorrisi soltanto

Piove da Luglio, probabilmente da molto tempo. La pioggia, un evento fisico, descrive ancora una volta il vissuto emotivo, il pianto che attraversa i mesi, e che con il tempo sembra non passare. La pioggia ha attraversato anche il mese più caldo che non vede quasi mai piogge.

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La difficolta dell’altro è evidente, ed è forse troppo travolgente. Costituisce il dubbio su cui viene costruita questa canzone. Il dubbio tra l’andare via e alleggerirsi dalla pioggia e dal pianto, e il rimanere, ma rimanere, significherebbe non uscire dal temporale.


Pesare il Cuore

Per pesare il cuore con entrambe le mani
ci vuole coraggio e occhi bendati

L’immagine è fortemente simbolica e richiama qualcosa di antico, che precede la nostra cultura occidentale.

La pesatura del cuore, o psicostasia, era una cerimonia molto rappresentata nell’antico egitto, attraverso la quale gli egizi pensavano che gli dei valutassero la persone per le azioni fatte durante la vita. Da una parte c’era il cuore, e dall’altra una piuma. Il cuore doveva bilanciare con il suo peso quello della piuma, solo così veniva riconosciuto il diritto di andare nel mondo dei morti.

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La bilancia della giustizia è arrivata fino alla nostra cultura, tanto che è il simbolo stesso della giustizia, insieme agli occhi bendati di cui parla anche la canzone.

La canzone racconta la difficoltà di essere giusti, di fare la cosa giusta, quando la persona che si ama vive un’inquietudine travolgente, che travolge appunto anche chi canta.

Ma fare la cosa giusta, o meglio pensare con certezza di aver fatto la cosa giusta è impossibile, perché la giustizia non può essere definita facilmente nel mondo delle relazioni. Da qui nasce spesso il senso di colpa, in seguito a determinate scelte che fanno stare male qualcun altro.

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La canzone tuttavia suggerisce soluzioni alla complessità delle situazioni che descrive.

Il coraggio è quello che serve, e lo dicono con forza i due. Coraggio viene dal latino “Cor habeo”, e significa avere cuore. Quindi per pesare il cuore ci vuole il cuore. Sembra che l’unico modo di affrontare il disagio profondo dell’altro sia quello di utilizzare il cuore, le proprie emozioni.

E’ solo attraverso le emozioni che è possibile occuparsi delle emozioni, e questo è vero sempre. La canzone ci indica uno strumento per capire qualcosa delle emozioni dell’altro e prendere delle scelte, e questo strumento sono le nostre emozioni.


Il conforto e la casa

La canzone parla della difficoltà di sentire che il conforto dell’altra persona dipende da sé.

Queste parole ci raccontano anche che il nodo può essere sciolto entrando in contatto con quello che si sente e che si prova. Solo così è possibile affrontare le emozioni dell’altro le quali possono diventare così invadenti da sembrare le proprie.

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Riuscire a capire quali sono le proprie emozioni e quali quelle dell’altro è difficile nella relazione amorosa, in cui tutto sembra essere fuso, ma distinguersi permette di dare conforto e prendere conforto, perché il conforto, come dicevamo, significa essere forti insieme e non alternativamente.

Sul cielo girato di spalle
la pazienza
casa nostra
il coraggio
il tuo conforto
ha a che fare con me

Le parole più intense del ritornello, che parlano del disagio e del dover sopportare il male dell’altro (girato di spalle, pazienza), si trasformano in parole che vedono una soluzione nel conforto di entrambi (coraggio, conforto) e lo fanno attraverso il vissuto più importante a cui si associa il conforto, e quel vissuto è “Casa nostra“.

La canzone di Tiziano Ferro e Carmen Consoli si distingue ed emerge tra le canzoni italiane perché è capace di raccontare la relazione d’amore in modo poco romanzato, e racconta la difficoltà di stare nei rapporti quando, per un motivo o per un’altro, ci si mette da parte.

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