I punti di vista costruiscono la realtà. Einstein e la luce ci spiegano perché.

Quando litighiamo con una persona capita che ci si arrabbia ferocemente, perché i fatti che sosteniamo sono così evidenti e così chiari che sembra assurdo non avere ragione. Il bianco è bianco, il nero è il nero. Non ci sarebbe molto su cui discutere. 

Nella nostra mente esistono i dati di fatto, le oggettività, le cose ovvie che ci appaiono irrimediabilmente chiare e scontate, ma se fosse davvero tutto così chiaro forse sarebbe inutile discutere e scontrarsi.

Invece aspetti della realtà che percepiamo estremamente oggettivi, si possono scontrare con altri dati di fatto altrettanto oggettivi per un’altra persona. E da li giù a litigare.

Il blu è blu! Il nero è nero!

Eppure quel famoso vestito blu e nero / bianco e oro ha sconvolto molte persone qualche anno fa. Se non ve lo ricordate eccone un’immagine:

blu e nero bianco e oro
Nel 2015 Caitlin McNeill mette su tumblr la foto di un vestito, chiedendo a tutti: “Di che colore lo vedete?”. Le persone si sono divise tra chi lo vedeva blu e nero e chi lo vedeva bianco e oro. Di che colore lo vedi?

Questo vestito ci mostra come addirittura per i colori, che sono luce riflessa, non possiamo sempre avere valutazioni oggettive.

Le valutazioni sulla realtà sono estremamente dipendenti dal nostro punto di vista, situato in un contesto, nel nostro contesto.


Come valutiamo la realtà?

Valutiamo la realtà attraverso la percezione. 

La percezione è una caratteristica psicologica che permette alla persona di organizzare il mondo esterno. E’ quella caratteristica della mente che ci fa vedere nell’immagine che segue 4 gruppi di linee e non 8 linee distinte. 

Percezione Vicinanza linee Gestalt

La percezione raggruppa, interpreta, codifica e spesso non lo fa allo stesso modo tra persone diverse.

La realtà che viviamo è una realtà percepita, non è una realtà oggettiva e assoluta.

Il punto di vista è lo strumento con cui interpretiamo gli eventi del mondo. Anche se può essere intuitivo capire che non sempre siamo oggettivi nel valutare gli eventi del mondo esterno, la fisica ci mostra che addirittura la realtà degli oggetti e delle cose non conosce oggettività.

Per pensare a questo ci dobbiamo far aiutare dal vecchio Einstein e dalla sua teoria della relatività.


La velocità della luce è l’unico assoluto

Einstein Murales

La teoria della relatività ristretta ci dice che esiste solo un assoluto nel mondo, qualcosa che non cambia mai, a prescindere da qualsiasi fattore esterno: la velocità della luce.

Se andassimo a 290.000 Km/s (Kilometri al secondo) o se fossimo fermi vedremmo sempre la luce correre a 300.00 Km/s. Questo può sembrare strano perché intuitivamente se corressimo veloci dietro Francesco che va in bicicletta, andando a metà della sua velocità, dovremmo vedere Francesco più lento rispetto a quando ci è sfrecciato davanti mentre eravamo fermi e in soprappensiero, perché la velocità apparente del nostro amico è il risultato della sua meno la nostra:

(v. di Francesco in bici) – (v. di chi lo rincorre) = (v. apparente di Francesco secondo chi lo rincorre)

quindi

14 km/h  – 7 Km/h  = 7 km/h

Con la luce, come dicevamo sopra, non è così. A prescindere dalla velocità dell’osservatore la luce ha sempre la stessa velocità.

Questo fenomeno comporta una serie di conseguenze che mette in discussioni tutti gli altri assoluti che non siano la luce. Grazie ad Einstein che ha posto la questione sappiamo che il tempo scorre diversamente quando andiamo molto veloci, e che le dimensioni di chi va veloce si restringono lungo l’asse della direzione del viaggio.

Per chi sta viaggiando su una ipotetica navicella spaziale che va ad una velocità altissima, la realtà percepita sarebbe sempre la stessa. Vedrebbe la lancetta dell’orologio battere alla stessa velocità di sempre e le dimensioni dello spazio circostante essere le stesse di sempre. Se invece la navicella venisse guardata da un osservatore esterno le cose sarebbero molto diverse. Vedrebbe le lancette dell’orologio della navicella rallentare considerevolmente e le lunghezze contrarsi (tutti i viaggiatori apparirebbero più stretti, più schiacciati).


Sistema di riferimento mentale e visione del mondo

La realtà che ci circonda, come si capisce anche dalla fisica, dipende dal nostro punto di vista, e dai fattori personali e culturali che lo influenzano. Il nostro punto di vista inoltre è estremamente orientato dalle emozioni che viviamo.

mano cielo

La realtà oggettiva a cui spesso ci si aggrappa non esiste le teorie di Einstein ci mostrano che l’oggettività non esiste neanche per gli oggetti, neanche per la materia.

La prossima volta che non riusciamo a comprendere le tesi di un nostro interlocutore e ci interroghiamo sulla sua intelligenza, forse sta accadendo che i rispettivi punti di vista partono da premesse e contesti (sistemi di riferimento) molto diversi. Sarebbe impossibile convergere se non si guarda da che punto stiamo osservando rispettivamente il mondo e quali chiavi emozionali ci stanno facendo decodificare la realtà esterna in quella maniera.

Per questo la psicologia quando parla degli eventi della realtà non parla mai di fatti, ma di vissuti. I vissuti sono il modo in cui percepiamo emozionalmente il mondo, e sono l’unico modo con cui possiamo conoscerlo. 

Detto questo, a volte litigare… è semplicemente inevitabile!

 

Contattami!

 

3 risposte a "I punti di vista costruiscono la realtà. Einstein e la luce ci spiegano perché."

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